Sintesi Pronunce Giudice del Lavoro - Anno 2004

Sintesi Pronunce Giudice del Lavoro - Anno 2004
a cura del Dott. Carmelo Rollini e della Dott.ssa Elvira De Felice

Oggetto:

Personale scolastico dipendente degli enti locali – Trasferimento nei ruoli dello Stato ai sensi dell’art.8 legge n.184/99 – Inquadramento nell’ambito del comparto Scuola – Criterio del trattamento economico maturato – Illegittimità.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.1/04 del 23.11.2004)

Motivazione

E’ illegittimo, per violazione dell’art.8 della legge n.124/99,l’accordo siglato il 20 luglio 2000 dall’Aran e dalle Organizzazioni sindacali nella parte in cui stabilisce che i dipendenti degli enti locali ,trasferiti nei ruoli del personale ATA statale a decorrere dall’1.1.2000,sono inquadrati nell’ambito del comparto Scuola secondo il criterio del trattamento economico in godimento al 31..12.1999,anziché in base al criterio dell’anzianità raggiunta prima del trasferimento.(1)
(1)
Sulla questione v. anche nota di commento pubblicata nella sezione materiali

Riferimenti Normativi:

art.8 legge n.124/99;D.I. 5 aprile 2001 di recepimento dell’accordo 20.7.2000.

 

Oggetto:

Incarichi di presidenza - Controversie - Devoluzione al giudice ordinario.
Conferimento incarichi di presidenza - Candidati del primo corso-concorso riservato di reclutamento dei dirigenti scolastici (art.29, 3° comma,d.lgs.n.165/01) - Diritto di priorità - Fino all’approvazione della graduatoria del corso-concorso.
Incarichi di presidenza- Docenti inclusi nelle graduatorie di merito dei concorsi a posti di preside o direttore didattico - Precedenza nell’incarico - Docenti inclusi nelle graduatorie del primo corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici - Non assimilabilità, ai fini della precedenza, agli idonei dei concorsi a posti di preside o direttore didattico.

(Tribunale di Agrigento, ordinanze del 12 novembre 2004).

Motivazione

I criteri di conferimento degli incarichi di presidenza sono disciplinati dall’O.M. n.39 dell’1.4.2004 che,all’art.1,prevede il diritto di priorità in favore dei candidati ammessi al periodo di formazione del corso-concorso riservato per il reclutamento dei dirigenti scolastici (art.29,3°comma,d.lgs.n.165/01);tale priorità ha efficacia esclusivamente nella fase transitoria di espletamento del concorso  e cessa con l’approvazione della graduatoria.
Le controversie relative al conferimento degli incarichi di presidenza sono devolute al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, ai sensi dell’art.63 del d.lgs.n.165/2001,che espressamente contempla la materia del “conferimento e revoca degli incarichi diringenziali”.
L’art.3 dell’O.M.n.39/2004 non va interpretato nel senso che, ai fini della priorità nel conferimento degli imcarichi di presidenza, i candidati del primo corso-concorso riservato di cui all’art.29 d.lgs.n.165/01 siano assimilabili agli idonei dei concorsi a posti di preside o di direttore didattico.
L’esclusione dei candidati del corso-concorso dall’ambito delle priorità per gli incarichi di presidenza, stabilite solo in via transitoria, non appare casuale, ma è logicamente coerente con la validità transitoria delle priorità, in vista del definitivo passaggio dal sistema  degli annuali incarichi di presidenza alla nuova realtà della qualifica di  dirigente scolastico acquisita dopo accurata selezione per titoli ed esami.

Riferimenti Normativi:

art.29 d.lgs. 30 marzo 2001,n.165;art.22,comma 11, Legge 28 dicembre 2001,n.448;O.M. n.39 del 1° aprile 2004.

 

Oggetto:

Giurisdizione e competenza – Ricorso al giudice del lavoro – Controversia concernente l’assunzione al lavoro – Questione incidentale di legittimità e disapplicazione della graduatoria – Improponibilità.
Procedure concorsuali per l’assunzione – Concorsi per soli titoli personale docente – Giurisdizione del giudice ordinario  - Insussistenza.

(Tribunale di Agrigento,sentenza n. 1286 del 7 giugno 2004).

Motivazione

La disapplicazione degli atti amministrativi illegittimi, ai sensi dell’art. 63 del d.lgs.n.165/2001,può intervenire soltanto quando la lesione lamentata non derivi direttamente dall’atto amministrativo di cui si chiede la disapplicazione. Nel caso di procedura concorsuale conclusasi con la redazione di graduatoria illegittima e contestata, il fatto lesivo del diritto al conferimento dell’incarico di docente, azionato con ricorso al giudice del lavoro, è rappresentato dalla  graduatoria contestata, che non si configura come atto amministrativo  presupposto e disapplicabile dal giudice ordinario.
Nella nozione di procedure concorsuali per l’assunzione rientrano non soltanto le selezioni basate sull’espletamento di prove stricto sensu intese, ma anche quelle fondate sulla semplice valutazione di titoli, come nel caso delle procedure di assunzione del personale docente su graduatorie permanenti compilate ai sensi dell’art 401 del d.lgs.n.297/94 e successive modificazioni; deve, quindi, dichiararsi il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto l’impugnativa di siffatte graduatorie.

Riferimenti Normativi:

art.401 d.lgs.16 aprile 1994 n.297; art.63 d.lgs. 30 marzo 2001,n.165;D.M.n.11 del 12 febbraio 2002.

 

Oggetto:

Personale scolastico dipendente degli enti locali - Trasferimento nei ruoli dello Stato ai sensi dell’art.8 legge n.124/99 - Inquadramento nell’ambito del comparto Scuola - Criterio del trattamento economico maturato - Legittimità.
Personale scolastico dipendente degli enti locali - Trasferimento nei ruoli dello Stato ai sensi dell’art. 8 legge n.124/99 - Tutela dei diritti in precedenza acquisiti presso l’ente locale ai sensi dell’art.2112 cod.civ.  - Finalità - Garanzia di trattamento economico non deteriore.
(Tribunale di Agrigento, sentenze n.789 del 6.4.2004 e n.1033 del  4 Maggio 2004).

Motivazione

L’art. 2, secondo comma, del d.lgs.30 marzo 2001 n.165 prevede che eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili, salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario.
Considerato che l’art.8 della legge 124/99 è una norma applicabile ad una categoria limitata di pubblici dipendenti e che non prevede espressamente alcuna inderogabilità, essa può legittimamente essere derogata da un accordo collettivo, come quello del 20 luglio 2000.Ne consegue che sotto questo profilo la norma contrattuale non è censurabile in quanto prevalente rispetto alla norma di legge, avendo il potere di derogare ad essa.
La funzione della tutela prevista dall’art.2112 c.c.,(norma di portata generale e, pertanto, sottratta al principio di cui al secondo comma dell’art.2 del d. lgs.165/2001) è quella di garantire al lavoratore, in occasione del trasferimento di azienda, il mantenimento di tutti i diritti acquisiti presso l’azienda cedente, evitando così che una modifica del rapporto di lavoro da un punto di vista soggettivo, modifica non dipendente dalla sua volontà, ma collegata unicamente ad esigenze del datore di lavoro, si ripercuota negativamente sulla sfera giuridica del lavoratore medesimo.
Nel caso dei dipendenti degli enti locali transitati alla Stato ai sensi del’art’8 della legge 124/1999,non si può dire che sia stata integrata con l’Accordo stipulato il 20 luglio 2000 la violazione delle disposizioni di cui all’art.2112 c.c. poiché, essendo stato assicurato a seguito del trasferimento un trattamento non deteriore rispetto a quello in precedenza goduto, la determinazione della retribuzione del lavoratore presso il cessionario è lasciata alla libera contrattazione (collettiva o individuale) delle parti.

Riferimenti Normativi:

art.2112 c.c.,art.8 legge n.124/99,D.M. 5 aprile 2001 di recepimento dell’accordo 20 luglio 2000,art.2 d.lgs.30 marzo 2001,n.165.

 

Oggetto:

Comportamento antisindacale del dirigente scolastico - Legittimazione passiva del Ministero dell’Istruzione - Non sussiste.
Dirigente scolastico - Inosservanza dell’obbligo di avviare la contrattazione integrativa annuale d’istituto nelle materie previste dall’art.6  del C.C.N.L. 24 luglio 2003 - Condotta antisindacale ex art.28 legge n.300/70 - Sussiste.
(Tribunale di Agrigento, decreto del 26 marzo 2004)

Motivazione

Nel procedimento ex art.28 legge n.300/1970,promosso per condotta antisindacale di un dirigente scolastico, va dichiarata la carenza di legittimazione passiva del Ministero dell’Istruzione; infatti, ancorché titolare del rapporto di lavoro con i dipendenti, portatori dei diritti sindacali che si assumono lesi, il Ministero non è investito della gestione delle relazioni sindacali all’interno dell’istituto, l’organo dello Stato a ciò preposto essendo il dirigente scolastico, tenuto all’adempimento degli obblighi derivanti dalla contrattazione collettiva del comparto.
L’art. 6 del L 24.7.2003 prevede,a livello di istituzione scolastica, la contrattazione collettiva integrativa annuale su ambiti di materie molto rilevanti nella gestione del personale docente e non docente e dell’offerta formativa. Il comportamento del dirigente scolastico, che si sottrae all’obbligazione contrattualmente assunta dall’amministrazione di avviare l’anno scolastico e di dare inizio all’attività didattica nel quadro di un sistema di relazioni sindacali improntato a criteri di correttezza, trasparenza e di fattiva collaborazione per la pronta definizione delle procedure negoziali sulle materie che incidono sull’organizzazione del lavoro, del personale e dell’offerta formativa è un comportamento oggettivamente idoneo a ledere le prerogative e le libertà sindacali.(1)
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(1) Sulla questione v. anche nota di commento pubblicata nella sezione materiali

Riferimenti Normativi:

art.28 legge n.300/1970;art.6 C.C.N.L.24.7.2003. 

 

Oggetto:

Personale docente – Individuazione perdente posto – Precedenza ex art.33 legge 104/1992 – Finalità – Tutela dell’assistenza alle persone invalide non derogabile dalla contrattazione collettiva.
Personale docente – Individuazione perdente posto – Precedenza ex art.33 legge 104/1992 – Requisiti – Assistenza continuativa - Altro familiare che in passato ha usufruito dei benefici della legge 104/1992 – “Trasferimento”dell’assistenza – Inammissibilità ove non derivi da situazioni contingenti e necessitate.
Personale docente – Individuazione perdente posto – Precedenza ex art.33 legge 104/1992 – Requisiti – Assistenza continuativa – Modificabilità – Presupposti
(Trib. Agrigento, sentenza n° 561 del  16 marzo 2004)

Motivazione

A seguito della modifica apportata dalla legge n° 53/2000 all’art. 33 della legge 104/1992, si può prescindere dalla convivenza al fine del riconoscimento della tutela; è necessario, pertanto, valutare se la persona interessata presti o meno assistenza continuativa al familiare portatore di handicap. La tutela dell’assistenza alle persone invalide è posta direttamente dalla legge con una normativa non derogabile dalla contrattazione collettiva: questa, pertanto, nel disciplinare i trasferimenti del personale non può dettare una normativa maggiormente restrittiva per il lavoratore.
Per beneficiare della tutela di cui all’art.33, comma 5°, della legge 10471992, alla luce delle recenti modifiche legislative, è necessario: a) che un familiare del lavoratore entro il terzo grado di parentela sia stato considerato portatore di handicap dalla competente commissione di cui al precedente art.4; b) che in concreto il lavoratore presti assistenza al familiare; c) che tale assistenza si presenti necessaria in quanto altrimenti il portatore di handicap si troverebbe senza assistenza; d) che altri familiari non usufruiscano o abbiano usufruito dello stesso beneficio. Non è ammissibile che vi sia un “trasferimento” dell’assistenza per consentire, in base alle necessità, di usufruire dei benefici di legge. Oggetto della tutela, infatti, non è il lavoratore, bensì il portatore di handicap attraverso la previsione di benefici in favore della persona che lo assiste al fine di garantire il mantenimento dell’assistenza. Ciò presuppone, tuttavia, che il lavoratore interessato effettivamente presti assistenza all’invalido e che tale assistenza si presenti necessaria e indispensabile non esistendo altri soggetti in grado di fornirla.  
La situazione di assistenza non è immodificabile, ma le eventuali modifiche devono derivare da situazioni contingenti e necessitate -  con l’onere di provare il mutamento della situazione in merito all’assistenza -  e non dipendere dalla mera volontà del soggetto che assiste l’invalido che in base alle esigenze si fa “sostituire” nell’assistenza da altro congiunto. L’intermittenza dell’assistenza porta ad escludere che la stessa sia necessitata, nel senso che il soggetto che in concreto la presti sia l’unico in grado di fornire assistenza al congiunto invalido.

Riferimenti Normativi:
 
Riferimento giurisprudenziale:

Riferimenti precedenti:

art.33 legge n° 104/1992; art.9 CCND sottoscritto in data 15 gennaio 2003.
Corte Costituzionale 29 luglio 1966, n° 325; Cass. 20 gennaio 2001 n° 829.
Tribunale di Agrigento: sentenza n° 882/2002 , sentenza n°30/2003.    

 

Oggetto:

Personale docente - Individuazione dei soprannumerari e trasferimenti d’ufficio - Personale in organico della scuola dal precedente 1°settembre per rientro nel quinquennio - Continuità di servizio ed equiparazione ai docenti in organico dagli anni scolastici precedenti - Sussistenza.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.236 del 3 febbraio 2004)

Motivazione

Ai sensi dell’art.9 del C.C.N.D. sulla mobilità il trasferimento del personale in quanto in soprannumero ,non interrompe la continuità del servizio, qualora il personale interessato richieda, in ciascun anno del quinquennio successivo, il trasferimento nella scuola di precedente titolarità o nel comune.
Tale principio, sancito in materia di precedenze per la mobilità, si riflette anche sull’ordine di individuazione delle  situazioni  di soprannumero, previsto dall’art.29,comma 12, del C.C.D.N.
( - docenti entrati in organico dal precedente primo settembre; - docenti entrati in organico dagli anni scolastici precedenti ).
E’ di tutta evidenza, infatti, che favorire il rientro nella scuola di ex titolarità di chi,  come soprannumerario, ha dovuto sottostare al trasferimento d’ufficio, senza poi garantire il pieno reintegro nell’organico d’istituto - come se il docente non fosse mai stato trasferito - vorrebbe dire esporre il personale rientrato al rischio di essere considerato nuovamente soprannumerario,  vanificando il fine della continuità didattica che sta alla base del sistema delle precedenze.

Riferimenti Normativi:

artt.9 e 29 C.C.N.D. sulla mobilità del 15 gennaio 2003

 

Oggetto:

Responsabilità della pubblica amministrazione - Danni – Esecuzione di atto illegittimo successivamente annullato in sede giurisdizionale - Risarcimento del danno patrimoniale – Presupposti.
(Tribunale di Palermo, I sez. civile, sentenza n.1612 del 27.1.2004)

Motivazione

Il risarcimento del danno non è conseguenza automatica che deriva dall’annullamento in sede giurisdizionale di un atto illegittimo della pubblica amministrazione, ma richiede la positiva verifica di tutti i requisiti previsti dalla legge: per quanto riguarda in particolare l’individuazione della colpa in sede di domanda risarcitoria, il relativo requisito non sussiste se la violazione della regola di diritto da parte dell’Amministrazione discende da errore scusabile, come nel caso di tardiva assunzione in ruolo di un docente, dovuta a dubbia interpretazione delle norme sulla riserva di posti in favore degli invalidi civili.

Riferimenti Normativi:

art.2043 codice civile

 

Oggetto:

Giurisdizione e competenza - Ricorso al Giudice del lavoro - Controversia riguardante il diritto all'integrazione scolastica di alunno portatore di handicap - Giurisdizione del Tribunale civile - Sussistenza - Competenza territoriale - Criteri di individuazione -  Giurisdizione del Tribunale civile in funzione di Giudice del lavoro - Incompetenza per materia.
(Tribunale di Sciacca, ordinanza  del 22 gennaio 2004 )

Motivazione

Ai sensi dell’art.33 comma 2 lett. e) del D.Lgs.80/1998,così come modificato dalla legge n.205/2000,restano devolute alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie fra utenti fruitori di un servizio pubblico e soggetti (sia pubblici che privati ) erogatori del servizio medesimo(1); pertanto, rientra nella giurisdizione del Tribunale civile ,e non del T.A.R., la controversia avente ad oggetto il diritto all’integrazione scolastica dell’alunno portatore di handicap e il correlato obbligo per l’amministrazione di provvedere all’assegnazione del docente di sostegno specializzato.
Stante l’incompetenza per materia del Tribunale civile in funzione di Giudice del lavoro - poiché il giudizio non riguarda un rapporto di lavoro ex art.409 c.p.c. - la competenza territoriale va individuata ,ai sensi dell’art.25 c.p.c., in base al distretto dove ha sede l’Avvocatura dello Stato chiamata a svolgere l’attività di difesa in giudizio.
(1)secondo l’interpretazione della Corte di cassazione, condivisa dal Giudice adito.

Riferimenti Normativi:

art.7 legge 205/2000;art.13 legge n.104/92;artt.25 e 409 c.p.c.
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