Sintesi Pronunce Giudice del Lavoro - Anno 2002

Sintesi Pronunce Giudice del Lavoro - Anno 2002
a cura del Dott. Carmelo Rollini e della Dott.ssa Elvira De Felice

Oggetto:

Personale scolastico dipendente degli enti locali - Trasferimento nei ruoli dello Stato ai sensi dell’art. 8 legge n.124/99 - Tutela dei diritti in precedenza acquisiti presso l’ente locale - Finalità - Garanzia di trattamento economico non deteriore.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.3280 del 10.12.2002)

Motivazione

Per i dipendenti degli enti locali trasferiti nei ruoli dello Stato dall’1.1.2000 ai sensi dell’art.8 legge n.124/99,la tutela prevista dall’art.2112 c.c., richiamato dall’art. 31 D.L.gs.n.165/2001,è volta a garantire i diritti in precedenza acquisiti, non a favorire il conseguimento di eventuali benefici a seguito del trasferimento. Garantiti tali  diritti, la possibilità di determinare la retribuzione del lavoratore presso il cessionario è lasciata alla libera contrattazione(collettiva o individuale)delle parti.
Pertento, non si ravvisano profili di illegittimità nell’accordo stipulato in data 20 luglio 2000 dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali, che ha attribuito ai dipendenti trasferiti nei ruoli dello Stato una posizione stipendiale determinata sulla base della retribuzione in godimento al 31 dicembre 1999.

Riferimenti Normativi:

Rif. normativi: art.2112 c.c.,art.8 legge n.124/99,D.M. 5 aprile 2001 di recepimento dell’accordo 20 luglio 2000,art.31 d.lgs,n.165/2001.

 

Oggetto:

Procedura concorsuale per titoli personale ATA - Provvedimento di esclusione dalla graduatoria permanente - Giurisdizione giudice ordinario –Insussistenza.
(Tribunale di Sciacca, ordinanza 2.12. 2002)

Motivazione

Vertendosi in materia che non riguarda atti successivi all'approvazione della graduatoria ,ossia il riconoscimento del diritto all'assunzione in base allo scorrimento di una graduatoria giа definitiva, ma una procedura concorsuale per l'assunzione dei dipendenti della P.A. (come previsto dall'art.63 D.Lgs. n°165/2001), la controversia in merito alla formazione della graduatoria e alla valutazione dei titoli rimane devoluta alla giurisdizione del G.A.

Riferimenti Normativi:

Art.63 D.Lgs. n° 165/2001.

 

Oggetto:

Incarichi di presidenza per la scuola secondaria di I grado– Abilitazione ex lege n°1074/1971 per l’insegnamento nella scuola secondaria di II grado –  Requisito - Non sussiste.
Ricorso ex art.700 c.p.c. – Periculum in mora – Presupposti – Perdita dell’esperienza professionale - Diniego di incarichi di presidenza- Irreparabilità – Insussistenza.
(Tribunale di Agrigento, ordinanza del 2.12. 2002 )

Motivazione

Il docente laureato di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado che,  non avendo superato il concorso a cattedra per la scuola media ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento per le scuole secondarie superiori ex lege n°1074/1971, non puт rientrare nella fattispecie dell’art.410 lett.b) del Testo Unico che fa espresso riferimento al superamento di un concorso a cattedre per la scuola media. Anche se l’esercizio delle relative attribuzioni si sostanzia essenzialmente in attività direttive e non di docenza, il legislatore è stato chiaro nel richiedere che le funzioni docenti al cui esercizio gli aspiranti sono stati riconosciuti idonei ineriscano allo stesso tipo di scuola o di istituto al quale si riferisce l’incarico di presidenza messo a concorso.
Una non meglio precisata perdita di esperienza professionale non vale a prospettare il rischio di un pregiudizio grave ed irreparabile in quanto l’esclusione dalla graduatoria,non comportando la perdita di uno status dirigenziale giа acquisito, non incide su una professionalità giа maturata.

Riferimenti Normativi:

Art. 410 lett.b) D.Lgs. n°297/1994 ( T.U.).

 

Oggetto:

Condizione di procedibilità – Tentativo obbligatorio di conciliazione - Omesso espletamento- Procedibilità. Mobilità personale docente – Passaggi di ruolo, di cattedra e di sede - Natura di atto datoriale – Giurisdizione del giudice ordinario – Sussistenza. - Mobilità personale docente – Verifica della giurisdizione - Difetto di petitum –Rilevanza causa petendi. - Graduatorie permanenti – Utilizzazione delle graduatorie permanenti – Giurisdizione giudice ordinario – Sussistenza. - Mobilità del personale docente – Passaggi di ruolo e di cattedra- Inserimento ed  Utilizzazione delle graduatorie permanenti – Illegittimità. 
(Tribunale di Agrigento, sentenza n°3523 del 19.11.2002)

Motivazione

La domanda di conciliazione alla quale non ha fatto seguito l’espletamento del tentativo di conciliazione, avendo avuto il Collegio di conciliazione il riscontro del Dirigente del CSA di non essere nelle condizioni di poter definire bonariamente la vertenza , è sufficiente ad esaurire l’onere gravante sul lavoratore che intenda proporre una domanda giudiziale, richiedendosi dalla disposizione dell’art. 65 del D.Lgs. n°165/2001, comma secondo, ai fini della procedibilità della domanda, il decorso del termine di 90 giorni dalla promozione del tentativo di conciliazione.
I passaggi di ruolo e di cattedra nonché di sede disposti con decreto del Dirigente del CSA non sono atti amministrativi, ma misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro dei docenti di ruolo trasferiti, che l’organo preposto alla gestione assume (come d’altronde fa con le determinazioni organizzative con le quali non si stabiliscono le linee fondamentali di organizzazione degli uffici)con le capacità ed i poteri del privato datore di lavoro, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del d.Lgs. n°165/2001.
Al fine della pronuncia del giudice sulle controversie di lavoro non rileva necessariamente  l’esplicita  richiesta della costituzione del rapporto di lavoro, potendo il giudice tener conto soltanto della causa petendi. Pertanto, anche se i ricorrenti non chiedono una sentenza costitutiva del rapporto di lavoro, il bene della vita al quale aspirano, attraverso la rimozione dei provvedimenti di mobilità adottati dall’Amministrazione, non è altro che l’assunzione nei posti che ritengono illegittimamente coperti attraverso la conversione professionale e la movimentazione territoriale dei docenti già di ruolo.  
Qualora le graduatorie permanenti per l’immissione in ruolo siano state stravolte nell’ordine di preferenza precostituito, non instaurano un contenzioso avente ad oggetto le procedure concorsuali per l’assunzione perché -  lungi dal censurare le operazioni che hanno preceduto e che hanno portato alla formulazione delle graduatorie, peraltro, permanenti -  la controversia verte sulla illegittima utilizzazione che di quelle graduatorie, già formate ed approvate, è stata fatta dall’Amministrazione.
I passaggi di ruolo e di cattedra dei docenti con contratto a tempo indeterminato rientrano nella mobilità professionale ai sensi dell’art. 472 T.U. e, a differenza dell’assunzione in ruolo, operano sui posti vacanti seguendo i criteri previsti per i trasferimenti. Le graduatorie permanenti sono utilizzate esclusivamente per le assunzioni in ruolo di cui all’art. 399 del T.U., come sanciscono l’art. 401, comma 1, D.Lgs. n° 297/1994 e l’art. 4 del D.M. n° 14672000, non anche per la mobilità che è, invece, espressamente regolata dall’O.M. n° 23/2001, nonché dal CCND 18.01.2001 nell’art.3. Ne consegue che le operazioni di mobilità prescindono dall’utilizzo delle  graduatorie permanenti relative ai concorsi per soli titoli e, anzi, sono prioritarie rispetto alle immissioni in ruolo operate sulla base delle graduatorie stesse (per il 50% dei posti assegnabili restante dopo il reclutamento mediante concorsi per titoli ed esami), per cui, per un verso, il mancato inserimento nelle graduatorie permanenti dei docenti destinatari dei passaggi di ruolo è un dato neutro rispetto al requisito dell’abilitazione di cui deve essere in possesso il docente di ruolo per conseguire il passaggio di ruolo richiesto o la classe di concorso ambita; per altro verso è del tutto irrilevante nell’ambito della mobilità l’eventuale inserimento nelle graduatorie permanenti dei docenti destinatari dei passaggi di ruolo, in quanto riferito alla diversa aspirazione di tali docenti ad essere assunti in ruolo in una classe di concorso diversa da quella di attuale appartenenza.

Riferimenti Normativi:

art.65 D.Lgs. n° 165/2001; art.5, comma 2, D.lgs. n° 165/2001; art.6 CCDN sulla mobilità sottoscritto in data 18.01.2001, O.M. n°23/2001, art.401. comma 1, D.Lgs. 297/1994  , art.4 DM n° 146/2000.

 

Oggetto:

Infermità e lesioni - Controversia per diniego di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio - Assimilabilità alle controversie in materia di previdenza e assistenza ex art.442 c.p.c. - Obbligo del tentativo di conciliazione - Insussistenza.
Infermità e lesioni - Controversia per diniego della dipendenza da causa di servizio - Giudizio negativo espresso dalla Commissione medica dell’Ospedale militare - Sindacabilità da parte  del giudice ordinario.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.3444 del 7 novembre 2002)

Motivazione

La controversia vertente sull’accertamento della dipendenza da causa di servizio di un’infermità è assimilabile a quelle vertenti tra un lavoratore privato, il quale lamenti la dipendenza di un infortunio o di una malattia da causa di servizio, e l’INAIL; trattandosi di causa che ha natura assistenziale ex art.442 c.p.c., non è obbligatorio il preventivo esperimento del tentativo di conciliazione.
Il giudice ordinario ha un sindacato di merito in ordine alle scelte adottate dalla pubblica amministrazione datore di lavoro, allo stesso modo di quello che ha nei confronti di qualunque altro datore di lavoro privato, senza che la sua natura pubblica possa limitarne i poteri; ciò, diversamente dal sindacato del giudice amministrativo, limitato alla legittimità degli atti.
Ne consegue che il giudice adito dal lavoratore per l’accertamento dell’esistenza di una causa di servizio negata in sede amministrativa ha il potere-dovere di verificare la fondatezza del giudizio negativo espresso dal Ministero su parere della Commissione medica ospedaliera, in maniera non diversa dai poteri di giudizio in riferimento a una pronuncia di diniego operata dall’INAIL, previa valutazione della competente commissione medica, su una istanza di un lavoratore privato che chieda il riconoscimento di una rendita per infortunio sul lavoro o per malattia professionale..

Riferimenti Normativi:

art.442 c.p.c.; art.6 D.P.R. 20.4.1994,n.349.

 

Oggetto:

Incarichi di presidenza - Commissione ex art.4 O.M. n°44/2002- Legittimazione passiva -Insussistenza
Incarichi di presidenza – Legittimazione processuale attiva- Aspiranti collocati in graduatoria -Sussistenza
Incarichi di presidenza – Docente con funzioni di collaboratore del preside e addetto alla vigilanza-Mancanza titolo di studio previsto per l’insegnamento- Requisito-  Sussiste
Ricorso ex art.700 c.p.c. – Periculum in mora – Presupposti
Ricorso ex art.700 c.p.c. – Periculum in mora – Presupposti –  Pregiudizio patrimoniale -Irreparabilità 
Ricorso ex art.700 c.p.c. – Periculum in mora – Presupposti – Perdita dell’esperienza professionale, danno all’immagine e perdita del punteggio- Diniego di incarichi di presidenza- Irreparabilità - Insussistenza

(Tribunale di Agrigento, ordinanza 31/10/2002)

Motivazione

Non può ritenersi l'autonoma legittimazione processuale passiva della Commissione di cui all'art.4 dell'O.M. n°44/2002 che procede alla valutazione delle domande per gli incarichi di presidenza e all'attribuzione del relativo punteggio con la compilazione delle graduatorie in quanto il procedimento de quo si conclude con l'approvazione e la pubblicazione delle graduatorie da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale o da un suo delegato, deve ritenersi un organo tecnico dell'Amministrazione Scolastica alla quale deve comunque riferirsi la responsabilità del procedimento amministrativo relativo al conferimento degli incarichi di presidenza.
Gli aspiranti collocati in graduatoria quali partecipanti alla procedura del conferimento degli incarichi di presidenza a seguito della compilazione della graduatoria debbono ritenersi titolari del diritto al corretto compimento delle operazioni relative alla medesima secondo le norme alla cui osservanza la p.a. è tenuta, tra le quali deve annoverarsi anche il generale precetto di buona fede e correttezza contrattuale ai sensi dell’art.1375 c.c.     
Appare infondata la doglianza relativa alla errata valutazione degli incarichi di collaboratore del preside e di addetto di vigilanza per mancanza del titolo di studio idoneo (diploma ISEF conseguito successivamente) in quanto non si rinviene nell’O.M. n°44/02 che ha regolamentato la fattispecie alcuna disposizione che subordini la valutazione degli incarichi svolti prima della nomina in ruolo al possesso del titolo di studio necessario ai fini dell’accesso all’insegnamento.Peraltro la tabella B dell’ordinanza ministeriale prevede che i punteggi di cui alle lettere b),c),d)ed f) precedenti (tra i quali i punteggi attribuiti per gli incarichi di collaboratore del preside e di addetto alla vigilanza ) siano attribuiti anche se riferiti ad incarichi svolti in data anteriore alla nomina nei ruoli e sono cumulabili tra loro anche se riferiti allo stesso anno scolastico e pur se previsti dalla medesima lettera.
Il requisito del periculum in mora non può considerarsi,anche in relazione alle controversie di lavoro, in re ipsa ma deve essere oggetto di un rigoroso accertamento da parte del giudice della cautela che può ritenerne la sussistenza solo in presenza di specifiche e concrete allegazioni.In altri termini la sussistenza di tale requisito deve essere verificata non in astratto ma in concreto e caso per caso in relazione all’effettiva situazione anche socio-economica dell’istante, donde la necessità per il ricorrente di allegazioni concrete e puntuali che permettano anche alla controparte l’esercizio di una effettiva difesa ed al giudice di operare una verifica finalizzata all’indifferibilità della tutela di un pregiudizio concretamente e non astrattamente irrimediabile, considerando la sua attualità e gravità. E ciò in conformità con la straordinarietà del provvedimento ex art.700 c.p.c. che la legge fornisce solo quando vi sia un effettivo e non potenziale pericolo di grave ed irreparabile pregiudizio alla situazione giuridica azionata e che non può certo diventare il mezzo ordinario di risoluzione dei conflitti tra le parti con il rischio di non garantire più il rispetto dei principi costituzionali di difesa.
La gravità ed irreparabilità del pregiudizio patrimoniale deve intendersi come pregiudizio non suscettibile di reintegrazione in forma specifica né risarcibile anche per equivalente, tale da non essere rimediabile con gli strumenti risarcitori esistenti capaci di ripristinare integralmente la situazione quo ante.
La perdita dell’esperienza professionale maturata ed il danno all’immagine non possono essere dedotti in modo generico.La perdita del punteggio non può definirsi irreparabile atteso l’effetto pienamente ripristinatorio e reintegratorio dell’eventuale sentenza positiva all’esito del giudizio di merito.

Riferimenti Normativi:

O.M. n°44/2002; Art.1375 c.c.
In senso conforme sui presupposti del periculum in mora :Tribunale di Agrigento ordinanza 21/06/2001; Tribunale di Agrigento ordinanza  30/11/2000

 

Oggetto:

Graduatoria permanente personale docente - Riserva ex legge n°68/1999 - Diritto soggettivo - Giurisdizione giudice ordinario – Sussistenza.
Graduatoria permanente ex legge n°124/1999 - Personale docente - Divisione della graduatoria in scaglioni - Legittimità - Riserva ex legge n°68/1999 solo per la graduatoria nella quale и collocato il riservatario.
Ricorso ex art.700 c.p.c. – Periculum in mora – Presupposti –  Preclusione possibilità di maturare il punteggio – Insussistenza.
(Tribunale di Agrigento, ordinanza 25.10. 2002)

Motivazione

Poiché le controversie nascenti dall'applicazione della legge n°68/1999 a tutela degli invalidi sono di competenza del giudice ordinario coinvolgendo non giа interessi legittimi ma diritti soggettivi, tale competenza deve essere affermata anche nei casi in cui la questione investa di riflesso una procedura concorsuale. In tali casi non sono i criteri di selezione del personale che vengono in diretto rilievo , criteri che essendo caratterizzati da una discrezionalità tecnica sono demandati al vaglio del giudice amministrativo, bensì il diritto di un soggetto ad essere preferito ad altri per via delle assunzioni obbligatorie poste a tutela dei disabili.
Sulla base dell'art.1 del D.L. n° 255/2001, convertito dalla legge n°333/2001, recante un'interpretazione autentica dell'art.2, commi 1 e 2 della legge 3 maggio 1999 n°124, appare corretta la condotta del Ministero che ha provveduto a stilare due distinte graduatorie, una per ciascuno scaglione determinato dalla legge. Poiché la riserva del posto può valere solo per la graduatoria nella quale и collocato il riservatario, quest'ultimo può concorrere solo con gli aspiranti in essa inclusi. Consentendo al beneficiario della riserva di usufruirne con prevalenza anche sugli aspiranti inclusi in altre graduatorie, si stravolgerebbe il criterio della distinzione per scaglioni voluto dal legislatore.
Ai fini della valutazione del periculum in mora l'esclusione dall'insegnamento non preclude la possibilità di maturare il punteggio, con conseguente mancanza di pregiudizio per incarichi futuri. L'eventuale accoglimento delle ragioni del ricorrente nel giudizio di merito comporterebbe l'integrale ripristino della situazione violata, sia mediante l'attribuzione del punteggio che sarebbe spettato se l'amministrazione avesse agito legittimamente, sia con il ristoro del danno patrimoniale subito.

Riferimenti Normativi:

Legge n° 124/1999,art.1 del D.L. n° 255/2001, convertito dalla legge n°333/2001. Legge n°68/1999 ,art.63 D.Lgs.n° 165/2001.

 

Oggetto:

1)Ricorso ex art.669 terdecies c.p.c. – Intervento ad adiuvandum – Inammissibilità.
2)Ricorso ex art. 669 terdecies c.p.c. – Intervento di litisconsorte necessario non presente nel giudizio di primo grado – Ammissibilità
3)Ricorso ex art. 669 terdecies c.p.c. – Revoca incarico di presidenza -  Intervento di litisconsorte necessario  - Titolare di aspettativa a ricoprire l’incarico in luogo del soggetto revocato– Inammissibilità.
(Tribunale di Agrigento, ordinanza n° 21 del 9.10. 2002).

Motivazione

La normativa che disciplina i procedimenti di urgenza non esclude in linea di principio l’intervento disciplinato per l’ordinario giudizio di cognizione dal secondo comma dell’art.105 c.p.c. Tuttavia, rilevata la natura dell’intervento, che è quella di sostenere le ragioni di un’altra parte, non pare che esso possa ritenersi compatibile con il giudizio di urgenza caratterizzato per definizione da una procedura di particolare celerità, tendendo ad introdurre nel giudizio elementi e questioni solo indirettamente riguardanti il caso concreto posto all’attenzione del giudice.
L’intervento di un litisconsorte necessario che intende far valere nel giudizio di reclamo la nullità del giudizio di primo grado per  non essere stato messo nelle condizioni di parteciparvi, può in linea di principio essere ammesso anche nel procedimento cautelare.
Si ha litisconsorzio necessario  nelle ipotesi in cui una eventuale pronuncia del giudice rifletta le proprie conseguenze direttamente su posizioni giuridiche di terzi soggetti. La circostanza, invece, secondo la quale una eventuale revoca dell’incarico di presidenza potrebbe portare al conferimento del medesimo incarico in favore di altro soggetto, non vuol dire che quest’ultimo sia legittimato a stare in giudizio nel procedimento cautelare, poiché le conseguenze per lui sono esclusivamente riflesse e non dirette in quanto portatore di mera aspettativa.

Riferimenti Normativi:

 

 

Oggetto:

Personale scolastico – Controversia di lavoro – Instaurazione del contraddittorio – Legittimazione passiva del Ministero dell’Istruzione.
( Tribunale di Sciacca, ordinanza 26.7.2002 )

Motivazione

Ai sensi dell’art.11 del T.U. approvato con R.D. n.1611 del 30.10.1933,nei giudizi che si svolgono nei confronti delle amministrazioni dello Stato, legittimo contraddittore è il Ministero competente nella persona del Ministro pro-tempore e gli atti vanno notificati presso l’Ufficio dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio ai sensi di legge.
Pertanto, il giudizio promosso avverso il diniego di proroga del collocamento a riposo deve essere instaurato nei confronti del Ministero dell’Istruzione.

Riferimenti Normativi:

Art.11 R.D.n.1611/33,legge 25.3.1958 n.260,art.509 d.lgs.n.297/94.

 

Oggetto:

Collaboratori scolastici – Assunzioni obbligatorie ex lege n.482/68 – Diritto alla nomina - Sussistenza nei limiti del contingente di posti annualmente fissato per l’amministrazione scolastica.
(Tribunale di Agrigento ,sentenza del 4.7.2002 )

Motivazione

Anche in presenza di disponibilità di organico residuate dopo le operazioni di mobilità, gli appartenenti alle categorie protette ex lege 482/68 non possono vantare alcun diritto soggettivo alla nomina, poiché le assunzioni obbligatorie trovano spazio solo nei limiti delle nomine autorizzate annualmente ai sensi dell’art.22 della legge finanziaria n.448/98 e relativo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, aventi finalità di riduzione del numero di dipendenti in servizio.

Riferimenti Normativi:

art.12 legge 2.4.1968,n.482;art.39 legge 27.12.1997,n.449;art.28 legge 23.12.1998,n.448.

 

Oggetto:

Trasferimento d’ufficio – Personale docente soprannumerario – Esclusione dalla graduatoria dei perdenti posto per benefici ex  art.33 legge n.104/92 – Condizioni – Unicità di assistenza al disabile per ragioni esclusivamente oggettive –
(Tribunale di Agrigento, ordinanza del 27.6.2002 )

Motivazione

Le norme contrattuali  (art.9.,par. V, del Contratto collettivo decentrato nazionale sottoscritto il 21.12.2001) hanno precisato e delimitato l’ambito di applicazione della precedenza ex art.33 legge n.104/92 alla produzione di idonea documentazione o autodichiarazione da cui risultino la condizione di unico figlio in grado di prestare assistenza al genitore affetto da handicap e le ragioni “esclusivamente oggettive” per le quali altri figli non siano in grado di effettuare l’assistenza al genitore handicappato.
Pertanto, ai fini dell’esclusione dalla graduatoria per l’identificazione  dei docenti perdenti posto, non è sufficiente l’autodichiarazione che attesti la circostanza della prestazione dell’assistenza continuativa al genitore convivente, ma non anche le ragioni - che la contrattazione richiede siano esclusivamente oggettive – per le quali gli altri figli non possano provvedere a tale assistenza.

Riferimenti Normativi:

art.33 legge n.104/92;C.C.N.D. 21.12.2001

 

Oggetto:

Presidi incaricati – Trasformazione rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato – Art. 36, comma 8. D.lgs. n° 165/2001- Questione di legittimità costituzionale -   Inammissibilità.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n°2039 del 6.6. 2002)

Motivazione

E’ non manifestatamene fondata  la questione di legittimità costituzionale dell’art.36 del d.lgs. n°165/2001, in quanto i presidi incaricati non sono stati assunti con contratti a tempo in violazione di norme imperative, ma, al contrario, in applicazione dell’art.477 del d.lgs. 297/1994 il quale autorizza la Pubblica Amministrazione ad assunzioni temporanee, costituendo mera applicazione dell’art.97 C. che prevede che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si acceda mediante pubblico concorso.

Riferimenti Normativi:

Art. 36 d.lgs. n°165/2001, art.477 D.lgs. n° 297/1994, art.97 C

 

Oggetto:

Esami di maturità - Componente della commissione in sostituzione di membro esterno – Personale estraneo all’amministrazione –  Pagamento indennità di maternità – Non spetta.
(Trib. Agrigento, sentenza n° 2068 del  5.6. 2002)

Motivazione

Dall’ambito della tutela della legge n° 1204/1971 e dell’art. 8 del D.L. n° 103/1991 convertito con legge n°166/1991, espressamente riferito al personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni restano esclusi coloro che appartengono al personale estraneo all’amministrazione statale, in forza di un rapporto di opera professionale che dà diritto soltanto ad un compenso forfetario ; tale è il personale utilizzato per la sostituzione di membri esterni delle commissioni giudicatrici, nominato dal Provveditore agli Studi, secondo le disposizioni di cui all’art. 198, comma 10, del D.Lgs. n° 297/1994 e dell’art. 44dell’O.M. del 20 febbraio 1998, che non stipula alcun contratto individuale di lavoro a tempo determinato con l’istituzione scolastica, in conseguenza del provvedimento di conferimento di nomina adottato dal Provveditore agli Studi e per come chiarito dalla circolare ministeriale n° 229/98, percepisce unicamente i compensi previsti per l’espletamento del predetto incarico, con esclusione quindi della retribuzione tabellare. D’altra parte, poiché sui compensi corrisposti al personale estraneo all’amministrazione impegnati nelle commissioni di esame non sono operate le ritenute per contributi previdenziali, non si vede come questo possa beneficiare dell’indennità di maternità che è una prestazione di natura previdenziale.

Riferimenti Normativi:

Legge n° 120471971; D.L. n° 103/1991 convertito con legge n° 166/1991; art. 198, comma 10, del D.lgs. n° 297/1994; art. 44,O.M. 20 febbraio 1998; C.M. n° 229/98.

 

Oggetto:

Procedura concorsuale per titoli personale ATA - Provvedimento di modifica del punteggio-Giurisdizione giudice ordinario –Insussistenza.
(Tribunale di Agrigento, sentenza 12.4.2002)

Motivazione

Sulla legittimità o meno del provvedimento di modifica del punteggio attribuito, difetta la giurisdizione del giudice ordinario ai sensi del 4°comma dell’art.63 del D.Lgs. 165/2001, il quale riserva alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Riferimenti Normativi:

Art.63 D.Lgs. 165/2001.

 

Oggetto:

Procedura concorsuale per titoli personale ATA – Formazione della graduatoria per titoli - Rettifica della graduatoria – Diritto all’assunzione a tempo determinato – Sussistenza.
Contratto di lavoro a tempo determinato annullabile - Recesso P.A. - Legittimità

(Tribunale di Agrigento, ordinanza  del 18.4. 2002).

Motivazione

Qualora colui  nei cui confronti è operata la rettifica la graduatoria si venga a trovare in posizione utile ai fini della nomina, la sussistenza del diritto all’assunzione a tempo determinato discende dalla stessa adozione del provvedimento di rettifica della graduatoria.La pubblica amministrazione può recede dal rapporto di lavoro a tempo determinato, attesa l’applicabilità alla fattispecie della disciplina prevista in generale per l’annullabilità del contratto per vizi nella formazione della volontà negoziale e comunque, se il rapporto ha avuto esecuzione, della disciplina generale del recesso del datore di lavoro applicabile per i contratti di lavoro a tempo determinato.

Riferimenti Normativi:

artt.1427 e segg. c.c.;art.2119 c.c.;art.1 legge n.604/1966.

 

Oggetto:

Personale ATA- Stipula di contratto a tempo determinato sulla base della graduatoria- Riformulazione della graduatoria – Annullamento del contratto da parte della P.A. – Legittimità.
(Tribunale di Agrigento, sentenza 12.4. 2002)

Motivazione

Correttamente l’Amministrazione ha provveduto a revocare l’assunzione mediante l’annullamento del contratto,nei confronti di chi sia stato nominato sulla base di un punteggio superiore rispetto a quello realmente spettante.
Infatti, il contratto di lavoro, originariamente legittimo ai sensi della prima graduatoria,  è divenuto, sulla base della riformulazione in senso deteriore della graduatoria, illegittimo e come tale in sede di autotutela  deve essere annullato. La circostanza che il contratto sia stato giа stipulato non vale a sanare il difetto genetico del rapporto.
Se nelle more della revoca il lavoratore ha prestato la propria opera troverà applicazione l’art.2126 c.c.

Riferimenti Normativi:

Art.2126 c.c.

 

Oggetto:

Procedura concorsuale per titoli personale ATA – Formazione della graduatoria per titoli - Giurisdizione giudice ordinario –Insussistenza
(Tribunale di Agrigento, ordinanza 15 marzo 2002)

Motivazione

Considerato che l’oggetto del contendere verte sulla formazione della graduatoria nell’ambito di una procedura concorsuale per titoli volta all’assunzione alle dipendenze della P.A., ai sensi dell’art. 63, commi 1 e4,  del D.Lgs.n.165/2001,deve riconoscersi che competente alla cognizione del merito della controversia è il giudice amministrativo.  

Riferimenti Normativi:

Art.63 D.Lgs. n° 165/2001

 

Oggetto:

Trasferimenti – Personale docente – Attribuzione precedenze ex art.33 legge n.104/92 – Finalità – Tutela della persona svantaggiata e prevalenza sulle norme contrattuali di disciplina del rapporto di lavoro.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.882  dell’8.3.2002)

Motivazione

Le norme contrattuali sulla mobilità del personale della scuola, nella parte in cui distinguono la posizione del figlio unico e del figlio non unico ai fini dell’attribuzione delle precedenze, appaiono illegittime in quanto in contrasto con l’art.33,comma 4,della legge 104/92.
La suddetta norma tutela un diritto della persona portatrice di handicap e non puт subire restringimenti per effetto di una norma contrattuale.
Non rileva la sostanziale “delegificazione” in materia di pubblico impiego, poiché il contrasto si pone con una norma di legge che non disciplina un diritto del lavoratore, bensì un diritto della persona portatrice di handicap.

Riferimenti Normativi:

Art.33 legge 104/92,C.C.D.N. del 27.1.2000

 

Oggetto:

Domanda di assegnazione provvisoria- -Provvedimento di esclusione dalla graduatoria per mancata allegazione di certificati – Legittimità
(Tribunale di Agrigento, ordinanza 28 gennaio 2002)

Motivazione

Gli artt.10, sesto comma e 11,lett.f del CCND sulle assegnazioni provvisorie non collegano la mancata attribuzione del punteggio al mero difetto dei requisiti ma proprio alla mancata allegazione, con la conseguenza che se tale allegazione non avviene, pur in presenza dei requisiti richiesti, il punteggio non può essere attribuito.

Riferimenti Normativi:

Artt. 10, 6°comma e 11,lett.f , CCND in data 11 luglio 2000

 

Oggetto:

Personale docente – Trasferimenti interprovinciali disposti oltre l’aliquota di posti stabilita dal Contratto collettivo sulla mobilitа e in diminuzione di posti accantonati per le nomine in ruolo – Ricorso proposto da aspiranti all’assunzione per concorso – Giurisdizione ordinaria e violazione di diritto soggettivo – Sussistenza.
(Tribunale di Agrigento, sentenza n.170 del 22.1.2002)

Motivazione

La lettura coordinata delle due previsioni, quella per cui restano devolute al giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni(art.63,comma quarto, del d.lgs.n.165/2001) e quella per cui spettano al giudice ordinario le controversie circa l’assunzione al lavoro (art.63 cit., comma primo ),lascia intendere che al giudice amministrativo и devoluto il contenzioso concernente la fase che va dal bando di concorso sino all’approvazione della graduatoria, mentre spetta al giudice ordinario sia la delicata fase compresa tra l’approvazione della graduatoria e l’assunzione mediante stipulazione del contratto, quanto le vertenze attinenti all’intero corso del rapporto di lavoro, dalla sottoscrizione del contratto alla cessazione del servizio.
Articolato in questi termini il riparto oggettivo fra le due giurisdizioni, non vi и dubbio in ordine all’attribuzione al giudice ordinario della controversia che ,pur riguardando situazioni giuridiche soggettive che precedono l’instaurazione del rapporto di lavoro - impugnativa di trasferimenti interprovinciali disposti oltre l’aliquota di posti fissata dal contratto collettivo sulla mobilità – si colloca nella fase compresa fra l’approvazione della graduatoria e l’immissione in ruolo mediante stipulazione del contratto a tempo indeterminato.

Riferimenti Normativi:

Art.63 d.lgs.n.165/01.
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